appuntamenti dal 06/02/2012
PARI E DISPARI
Donne e uomini nel terzo millennio
Le identità personali sono oggi sempre più fluttuanti, rese
incerte da spinte omologanti e smarrite di fronte al venir meno di modelli
ereditati, che pure faticosamente erano stati messi in discussione. Detto
in altri termini: è possibile essere davvero liberi? E’ possibile
costruire la propria vita seguendo le proprie inclinazioni,magari contribuendo
ad aggiustare un mondo dove squilibri e violenze sono all’ordine
del giorno?
A partire dagli anni Settanta del secolo scorso le donne hanno avviato
un percorso di emancipazione e riconoscimento sociale, ma oggi scontano
un pericoloso reflusso, oltre ad una violenza mediatica e sociale, non
sempre evidente nelle forme, ma pesantissima negli esiti. Nel contempo
il venir meno del patriarcato ha messo in discussione la soggettività
maschile, senza che ci sia stata una piena consapevolezza del cambiamento,
così che gli uomini di oggi faticano ad essere se stessi. Il rischio
è il costituirsi di identità neutre che annullino le specificità
personali.
Abbiamo perciò pensato di chiamare alcuni dei più autorevoli
studiosi che in questi mesi avevano prodotto una riflessione in forma
di libro, per capire come sia possibile essere donne e uomini nel terzo
millennio, mettendo al centro la propria soggettività e, divenendo
pienamente responsabili, ricostituire nell’insieme un modus vivendi
più umano.
Apre la rassegna “Pari e Dispari” Guido Viale, esperto in
particolare di politiche attive del lavoro nel campo ambientale, con il
saggio La civiltà del riuso. Riparare, riutilizzare, ridurre (Laterza),
che invita a mettere da parte l’ossessione del nuovo per recuperare
gli oggetti già esistenti, assumendo un atteggiamento responsabile
verso l’ambiente, ma imparando a dare il gusto valore a quanto già
esiste, portatore di vissuti e di valori.
Segue Vittoria Franco, ricercatrice alla Normale di Pisa, già Presidente
della commissione cultura del Senato nella XV legislatura e responsabile
delle Pari Opportunità delle donne del Partito Democratico, che
con Care ragazze. Un promemoria (Donzelli) offre una agile e completa
ricognizione del cammino delle donne, mettendo al centro alcune cruciali
questioni aperte come quella di corpo, laicità, diritti”
o della uguaglianza nella differenza, indicando conclusivamente lo stato
della situazione in Italia e ciò che sarebbe ancora necessario
fare.
L’antropologo e architetto Franco La Cecla affronta il problema
oggi più critico e allo stesso tempo meno considerato, che cosa
sia oggi l’uomo, a partire dal suo saggio Modi bruschi. Antropologia
del maschio (Elèuthera). Per lo studioso la mascolinità
precede la nascita ed è il risultato di una lunga costruzione culturale.
Un argomento insomma che deve mettere da parte il politicamente corretto
per andare al cuore delle vere necessità individuali e sociali.
Raffaella Rumiati, che insegna Neuroscienze cognitive alla Scuola Internazionale
Superiore di Studi Avanzati di Trieste, con Donne e uomini. Si nasce o
si diventa? (il Mulino, Farsi un’idea) esplora il fondamento biologico
della diversità, a partire dalla genetica, l’influenza ormonale,
il cervello, passando poi alla organizzazione del linguaggio, l’abilità
motoria, per verificare se effettivamente le differenze siano innate o
un risultato culturale e quindi sociale. Esiti conclusivi non scontati,
nonostante la mole di studi sull’argomento.
Quello di Lorella Zanardo, imprenditrice che si occupa di tematiche femminili,
è invece un progetto complessivo attorno a Il corpo delle donne,
documentario e libro uscito per i tipi di Feltrinelli, volto ad evidenziare
come “le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e siano state sostituite
da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. La perdita ci
è parsa enorme: la cancellazione dell’identità delle
donne sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti ma senza che vi sia un’adeguata
reazione, nemmeno da parte delle donne medesime. Da qui si è fatta
strada l’idea di selezionare le immagini televisive che avessero
in comune l’utilizzo manipolatorio del corpo delle donne per raccontare
quanto sta avvenendo non solo a chi non guarda mai la tv ma specialmente
a chi la guarda ma “non vede”.
Tiziana Agostini
Assessora alle Cittadinanza delle Donne e alla Cultura delle Differenze